«Voglio esserci, perché dialogo non è opposizione»
13 09 200811 OTTOBRE - INTERVISTA AL COMPAGNO REGISTA MARIO MONICELLI
«Voglio esserci, perché dialogo non è opposizione»
Micaela Bongi, da Il Manifesto del 12/09/2008
Ha firmato l’appello per la manifestazione dell’11 ottobre contro il governo Berlusconi, come aveva firmato l’appello elettorale per la Sinistra Arcobaleno: «Che vuole, mi telefonano, sono amici, mi sarebbe difficile dire ’stai buono, non voglio saperne niente, siete tutti stronzi’. E alla fine addivengo…». E, con i suoi 93 anni, Mario Monicelli spera di «addivenire» anche in piazza e anzi domanda «a proposito, dove lo fanno il corteo? Non l’hanno ancora deciso? Ah, bene»
Ma insomma, l’appello chiama a raccolta la sinistra per costruire l’opposizione al governo. Fino a ora secondo lei si è vista o no, un’opposizione?
L’opposizione c’è, perché si chiama così, ma è un’opposizione che non fa opposizione o almeno non credo che la faccia, perché dovrebbe essere più radicale. Il termine dialogo non significa opposizione, significa che ci si mette d’accordo, che le posizioni sono più o meno simili. Se c’è chi non vuole il dialogo ma la contrapposizione mi va bene. Non sono un politico, un capopopolo, non sono nulla, e non è che solo perché si fa una manifestazione è nato qualcosa, ma non voglio starmene a casa mia a dire «siete tutti degli imbecilli». L’opposizione va costruita, speriamo che nasca: l’opposizione è un altro modello di socialità, di mondo, di vissuto.
L’opposizione c’è, perché si chiama così, ma è un’opposizione che non fa opposizione o almeno non credo che la faccia, perché dovrebbe essere più radicale. Il termine dialogo non significa opposizione, significa che ci si mette d’accordo, che le posizioni sono più o meno simili. Se c’è chi non vuole il dialogo ma la contrapposizione mi va bene. Non sono un politico, un capopopolo, non sono nulla, e non è che solo perché si fa una manifestazione è nato qualcosa, ma non voglio starmene a casa mia a dire «siete tutti degli imbecilli». L’opposizione va costruita, speriamo che nasca: l’opposizione è un altro modello di socialità, di mondo, di vissuto.
Al festival di Locarno Nanni Moretti ha detto che non solo non c’è più un’opposizione, ma nemmeno un’opinione pubblica. E’ d’accordo?
Certamente. L’opinione pubblica per come si è intesa dalla Rivoluzione francese a oggi non c’è più. Non c’è nessuna opinione. L’ultima è stata l’opinione del ‘68, di quella generazione che avrebbe governato l’Italia: poter vivere bene col poco benessere che era stato costruito dalla generazione precedente, comprarsi la Ducati o la Kavasaki, andare in vacanza, comprarsi una bella casa, insomma, godersi la vita. Oggi l’opinione è quella, lavorare il meno possibile, sopravvivere, fare vacanze, stare in quel galleggiamento.
Certamente. L’opinione pubblica per come si è intesa dalla Rivoluzione francese a oggi non c’è più. Non c’è nessuna opinione. L’ultima è stata l’opinione del ‘68, di quella generazione che avrebbe governato l’Italia: poter vivere bene col poco benessere che era stato costruito dalla generazione precedente, comprarsi la Ducati o la Kavasaki, andare in vacanza, comprarsi una bella casa, insomma, godersi la vita. Oggi l’opinione è quella, lavorare il meno possibile, sopravvivere, fare vacanze, stare in quel galleggiamento.
Ma come, vuol dire allora che Berlusconi è arrivato al governo grazie al ‘68?
Berlusconi ha raccolto l’opinione dei reduci, degli eredi del totalitarismo fascista, di una guerra persa… Ma è fascismo anche credere che chi comanda ha ragione e tutti gli altri schiavi.
Berlusconi ha raccolto l’opinione dei reduci, degli eredi del totalitarismo fascista, di una guerra persa… Ma è fascismo anche credere che chi comanda ha ragione e tutti gli altri schiavi.
A Venezia, presentando il suo «Vicino al Colosseo c’è Monti», lei ha appunto detto che il fascismo sta tornando in abiti nuovi…
Sì, l’abito nuovo più straccione. Il fascismo voleva ripetere l’impero, figuriamoci. Se la storia si ripete sempre in farsa, ora lo fa in tono ancora più farsesco, senza gli sfracelli del fascismo. Altro che caduta degli dei, ora è la caduta degli straccioni.
Sì, l’abito nuovo più straccione. Il fascismo voleva ripetere l’impero, figuriamoci. Se la storia si ripete sempre in farsa, ora lo fa in tono ancora più farsesco, senza gli sfracelli del fascismo. Altro che caduta degli dei, ora è la caduta degli straccioni.
Che impressione le ha fatto sentire il ministro della difesa Ignazio La Russa e il sindaco di Roma Gianni Alemanno?
Vedono un mondo governato dalla razza superiore che vuole comandare. Ma non credo che possano combinare niente di drammatico, non ci sono le condizioni in Europa. Un’Europa che comunque è senza spina dorsale, amorfa, cerca di non andare oltre il 3% del deficit, fa una politica che ha una visione ristretta, puramente economica.
Vedono un mondo governato dalla razza superiore che vuole comandare. Ma non credo che possano combinare niente di drammatico, non ci sono le condizioni in Europa. Un’Europa che comunque è senza spina dorsale, amorfa, cerca di non andare oltre il 3% del deficit, fa una politica che ha una visione ristretta, puramente economica.
E dalla sinistra, dopo il tracollo alle elezioni, le divisioni… che cosa si aspetta?
Ma io mi aspetto la gioia di parlare, di conoscere opinioni non così basse, qualcosa che mi faccia uscire da questo limbo solitario in attesa di fare conversazioni interessanti. Di conoscere persone per bene che siano anche aiutate bene. Non credo che possa nascere un leader che costruisca chissà quale apparato…
Ma io mi aspetto la gioia di parlare, di conoscere opinioni non così basse, qualcosa che mi faccia uscire da questo limbo solitario in attesa di fare conversazioni interessanti. Di conoscere persone per bene che siano anche aiutate bene. Non credo che possa nascere un leader che costruisca chissà quale apparato…
Ora a sinistra ci si preoccupa perché la destra ha conquistato l’egemonia culturale. Dov’è che sono stati fatti gli errori?
L’errore è alla base. C’è un partito che si chiama Rifondazione comunista? E allora rifondiamo il comunismo, sia pure in termini diversi. Ma io non la vedo questa rifondazione. Lo dico in termini semplici, infantili: perché non si vuole rifondare un’idea, una speranza, una prospettiva comunista? Mica quella dell’Unione sovietica, ma magari anche in termini più drastici e meno solipsistici. Poi penso anche di non essere quello a cui non va mai bene niente, e allora vado, mi faccio vedere, applaudo. Ma non sono un pensatore, faccio ridere, faccio solo film…
L’errore è alla base. C’è un partito che si chiama Rifondazione comunista? E allora rifondiamo il comunismo, sia pure in termini diversi. Ma io non la vedo questa rifondazione. Lo dico in termini semplici, infantili: perché non si vuole rifondare un’idea, una speranza, una prospettiva comunista? Mica quella dell’Unione sovietica, ma magari anche in termini più drastici e meno solipsistici. Poi penso anche di non essere quello a cui non va mai bene niente, e allora vado, mi faccio vedere, applaudo. Ma non sono un pensatore, faccio ridere, faccio solo film…
Non è poco.
Ma qui non si vuole rifondare né il comunismo né nulla, vogliono solo farsi sentire, imperversare, essere presenti a Montecitorio.
Ma qui non si vuole rifondare né il comunismo né nulla, vogliono solo farsi sentire, imperversare, essere presenti a Montecitorio.
A Montecitorio non ci stanno neanche più.
E si sentono orfani. Invece dovrebbe essere una spinta per dire «non facciamo parte di questa mascherata che è la democrazia occidentale».
E si sentono orfani. Invece dovrebbe essere una spinta per dire «non facciamo parte di questa mascherata che è la democrazia occidentale».
Insomma, l’Italia è proprio alla deriva, come ha detto a Venezia?
Ma era abbastanza ovvio che finisse così, va alla deriva da almeno due generazioni. E’ importante avere un’ideologia, non essere pragmatici. Il pensiero, la politica, gli ideali sono ridotti a questo livello: faticare il meno possibile, consumare, stare nel mercato…
Ma era abbastanza ovvio che finisse così, va alla deriva da almeno due generazioni. E’ importante avere un’ideologia, non essere pragmatici. Il pensiero, la politica, gli ideali sono ridotti a questo livello: faticare il meno possibile, consumare, stare nel mercato…
E la televisione berlusconiana ha contribuito a questa deriva?
La televisione rappresenta l’Italia, non è che è stata un’avanguardia e l’abbiamo seguita. E Berlusconi è un fascista senza saperlo, l’imprenditore è di per sé fascista, non perché è schierato col fascismo e porta la camicia nera.
La televisione rappresenta l’Italia, non è che è stata un’avanguardia e l’abbiamo seguita. E Berlusconi è un fascista senza saperlo, l’imprenditore è di per sé fascista, non perché è schierato col fascismo e porta la camicia nera.
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